Cioran, tra aforismi e nichilismo

http://www.treccani.it/enciclopedia/percorsi/scienze_sociali_e_storia/emil_cioran.html/

5/4/2011 – “Concepire un pensiero, un solo e unico pensiero. Ma che mandasse in frantumi l’universo”. Oppure: “Beati tutti coloro che, nati prima della Scienza, avevano il privilegio di morire alla loro prima malattia”. Bastano due dei suoi aforismi per iniziare a respirare il pensiero di Emil Cioran, saggista, filosofo e scrittore romeno naturalizzato francese, il cui centenario della nascita ricorre l’8 aprile 2011.

Emil era nato nel 1911 a Rasinari, un piccolo villaggio nei Carpazi rumeni, inTransilvania. Viene allevato da un padre prete ortodosso e da una madre (presidentessa dell’associazione locale delle donne ortodosse) con tendenze depressive. Cioran dichiara di aver avuto un’infanzia molto felice fino al trasferimento alle scuole medie di Sibiu. “È stata la fine del mio sogno, il crollo del mio mondo”. Nell’adolescenza infatti comincia a essere colpito da grave insonnia. Dopo la laurea all’Università di Bucarest con una tesi su Bergson, inizia ad insegnare presso i licei di Brasov e Sibiu: esperienza che ricorderà come catastrofica.

Nel 1936 Cioran vince una borsa di studio grazie alla quale si reca a Parigi (“la sola città del mondo dove si poteva essere poveri senza vergogna, senza complicazioni, senza drammi… la città ideale per essere un fallito”) da dove non tornerà più in patria.

Fino alla metà degli anni ’40 continua a scrivere nella sua lingua madre. Poi comincia una feconda attività saggistica in francese, a metà strada frariflessione filosofica esistenzialista e raffinata creazione letteraria.

Pensatore eccentrico e solitario, incise sulla cultura contemporanea per il suo tono provocatorio e per il suo stile letterario, con cui raggiunse, malgrado l’uso di una lingua non sua, una rara padronanza espressiva.

“Ciò che deve rendere sopportabile la vecchiaia è il piacere di veder scomparire l’uno dopo l’altro tutti coloro che avranno creduto in noi, e che non potremo più deludere” è uno dei suoi aforismi più citati.

Estraneo al mondo accademico, vicino allo stile di Nietzsche, ricorrendo ora all’aforisma ora al breve saggio di intento moralistico (nei quali ironia edisincanto si esplicitano in notazioni psicologiche e considerazioni storico-politiche), Cioran esprime un profondo pessimismo e un cupo nichilismo nei confronti dei valori della tradizione culturale, religiosa e filosofica occidentale.

Idealmente vicina al cinismo e allo scetticismo antichi come allo gnosticismo, alle religioni orientali e al misticismo, l’opera di Cioran consiste in una variegata descrizione dei molteplici aspetti dell’insensatezza della condizione umana.

“Sintesi di decomposizione” del 1949 è il primo di una serie di dieci libri in cui Cioran continua ad esplorare le ossessioni di tutti i tempi, con un declino crescente che lo avvicina ai sofisti greci, ai moralisti francesi e ai saggi orientali, in particolare buddisti.

Riguardo al suo pensiero, in un’intervista del 1970 dichiara che il meglio della sua dottrina è in lingua rumena: “Un libro uscito a Bucarest nel 1933: Al culmine della disperazione. Lì c’è già tutto quello che verrà dopo. È il più filosofico dei miei libri”.

Colto dal morbo di Alzheimer, muore a Parigi nel 1995 all’età di 84 anni. È sepolto al cimitero di Montparnasse, dove nel 1997 lo raggiunge la compagna Simone Boué.

Approfondisci la conoscenza del grande saggista e filosofo: consulta le voci enciclopediche o i link suggeriti sulla sua vita, le sue opere, i suoi riferimenti, o le voci di approfondimento per comprendere fino in fondo la filosofia e il nichilismo.

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