“Morto Guido Ceronetti, lo scrittore prestato al teatro” (Anna Bandettini)

Repubblica, 13 settembre 2018

Si è spento a Cetona a 91 anni. Una lunga attività e una passione per le scene nata con le marionette

Se ne è andato stamane Guido Ceronetti, pensatore, saggista , scrittore, traduttore e studioso di liberi sacri. E’ morto nella casa di Cetona dove da giorni non stava bene, non rispondeva più al telefono che era diventato il suo unico contatto col mondo. Amici, cultori ceronettiani avevano temuto il peggio. Già con il cuore affaticato e una broncopolmonite aveva compiuto in ospedale il 24 agosto i suoi 91 anni. E poi non ce l’ha fatta.

Per il suo addio aveva già predisposto tutto: tre giorni di veglia lì, nella casa di Cetona, poi la funzione religiosa tra sabato e lunedì, e quindi la tumulazione a Andezeno dove è la tomba di famiglia. Giorni fa si era fatto anche impartire il Consalamentum, il rito di passaggio dei catari. “Non ho paura di morire. Solo di soffrire. Uno ha già tribolato fin qui, e adesso tribolare in un letto di ospedale, no grazie”, aveva detto come in una delle sue apocalittiche profezie in un’intervista. Non stava bene da molto tempo ormai. Il corpo sofferente, quasi piegato in due, lo costringeva a muoversi con l’aiuto di un deambulatore anche in casa.

Eppure era debole ma presente, l’intelligenza audace e sempre viva non ha mai smesso di pensare. L’intellettuale, il saggista, lo scrittore che ha tradotto cinque libri della Bibbia, amando Celine, che con il suo amico Cioran sosteneva “l’uomo è perduto qualunque cosa faccia”, ancora a fine luglio nella cucina della casa di Cetona in provincia di Siena dove viveva con signorile ma molto sofferta indigenza (dal 2008 era beneficiario della legge Bacchelli per i cittadini illustri) continuava a progettare. Da non molti mesi erano usciti Il Messia da Adelphi e prima ancora Per le strade della Vergine, stramba autobiografia fino al 98, pensata postmortem e poi pubblicata con lui in vita. Ma già pensava a nuove traduzioni degli Epigrammi di Marziale che era tra le sue opere più amate, insieme a quelle dei Salmi, delle poesie di Catullo, delQohélet; aveva nuove idee di teatro, dopo che lo scorso marzo Einaudi aveva pubblicato Le regie immaginarie, romanzi e testi celebri rimontati per ipotetiche messe in scena teatrali.

Mezzo secolo di teatro

Sì, perché insieme alla Bibbia, ai testi sacri e sapienziali e ai Catari, Ceronetti ha sempre amato sul serio il teatro al punto da avere la trasgressiva idea di farlo. Da pessimista incallito lo spiegava così: “Il grande Louis Jouvet diceva che, impotenti a risolvere l’enigmaticità dell’universo, gli uomini hanno inventato il teatro”. Effettivamente gli storici del teatro dovrebbero fare i conti con uno come Ceronetti “accompagnato per quasi mezzo secolo dal teatro”, vissuto con una partecipazione attiva anche se poco ortodossa. “A 40 anni ero un biblista, ma con mia moglie volevamo adottare dei bambini e pensavamo che sarebbe stato bello intrattenerli facendo per loro un teatro di marionette, consapevoli che quando avremmo detto alle assistenti sociali che ai nostri figli avremmo fatto vedere le marionette invece che la tv ci avrebbero chiesto chissà quante carte. Ci bocciarono direttamente la richiesta. A quel punto il teatro di marionette l’abbiamo fatto per i vicini di casa”, raccontava… [+]

Guido Ceronetti nel trailer del documentario ”Il filosofo ignoto”