In memoriam Maria Liliana Herrera, filosofa e studiosa pioniera di Cioran (Rodrigo Inácio R. Sá Menezes)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 11, novembre 2019, anno IX

L’Accademia e l’intellettualità colombiane, così come la comunità cioraniana internazionale, hanno recentemente perso una figura molto importante: la poetessa, traduttrice, filosofa e studiosa pioniera di Cioran, María Liliana Herrera (1960-2019), scomparsa il 20 settembre 2019, a Pereira, Colombia. Professoressa di Filosofia all’Universidad Tecnológica de Pereira (UTP) e organizzatrice dell’Encuentro Internacional Emil Cioran, che ha avuto luogo annualmente nell’incantevole città colombiana di Pereira. Liliana lottava contro un cancro.

Sono state dieci edizioni – dal 2008 al 2017 – del convegno internazionale realizzato in terra colombiana, dedicato agli studi dell’opera di Cioran e anche al dialogo interculturale tra Romania e Colombia. Parallelamente al convegno di Sibiu, organizzato prima da Eugène van Itterbeek e dopo da Mihaela-Genţiana Stănişor, l’Encuentro Internacional Emil Cioran ha inaugurato la (giovane) tradizione accademica di convegni internazionali dedicati allo studio dell’opera di Cioran – convegni che si moltiplicano sempre di più, in diversi paesi, specialmente in Italia.

Ho conosciuto Liliana – maestra, amica e sorella maggiore che non ho mai avuto – nel 2013, in occasione della sesta edizione del convegno (grazie a Mihaela-Genţiana Stănişor, che ci ha messo in contatto). Ho avuto il privilegio e l’onore di partecipare a quattro edizioni dell’evento (nel 2013, 2014, 2015 e 2017); fu l’inizio di una vita di convegni internazionali (in Colombia e altri paesi) e, ciò che è più importante, l’inizio di una forte e ricchissima amicizia – direi infinita, immortale, che neanche la morte può distruggere.

Liliana era una filosofa per formazione e per vocazione, oltre a essere poetessa. Aveva un’anima lirica, debordante, scettica e mistica allo stesso tempo, direi «cioraniana». Una donna incantevole, adorabile, accattivante. E di un’ospitalità che renderebbe gelosa una nobile greca dell’Antichità. La sua importanza, il suo valore, prova della nostra immane perdita, sono inestimabili – tanto in Colombia come altrove. Perdiamo una grande Cioraniana. E io, una grande amica.

Si è laureata in Filosofia presso l’Universidad de Caldas (1980-1983). Ha conseguito il master (1987-1989) e il dottorato (1999-2001) in Filosofia presso la Pontificia Universidad Javeriana. La sua attività non era ridotta all’Accademia e alla Filosofia: promoveva tertuliaes [1], scriveva poesia e saggi per giornali colombiani. L’importanza di Liliana Herrera – poetessa, filosofa, insegnante, traduttrice, curatrice – per l’arricchimento culturale della regione colombiana del Triangolo del Caffè, e anche per la Colombia nel suo insieme, è enorme. Secondo Edwar Steven Marín Bermúdez, autore di uno studio accademico sulla scena letteraria e culturale del dipartimento di Risaralda (in cui si trova la città di Pereira), la poesia di Liliana Herrera è «erotica, sensuale, che cerca sempre di evadere dalla realtà immediata, dalle realtà quotidiane» [2]. Nelle parole dell’amica (e anche scrittrice) Cecilia Caicedo, la sua poesia è grande «per la sua capacità di condensare, perché rifiuta l’ambientazione barocca, perché riesce a sbarazzarsi dell’aneddotico, tesa alla ricerca di un tono sostenuto» [3].

La poesia l’ha avvicinata all’oscuro e amichevole poeta maledetto di Pereira (satanista, alchimista, ermetista, tantrista, demonologo), conosciuto come il «Papa Nero» colombiano: Héctor Escobar Gutiérrez (la cui opera, presentata da Liliana, mi ha affascinato). Stregato dalla grazia e dal genio lirico della giovane poetessa, le ha dedicato diversi sonetti; e poi, iniziato all’arte cioraniana grazie all’amica, ha dedicato al filosofo romeno tutto un libro di sonetti: Breviario de sonetos en torno a Cioran [Sommario di sonetti intorno a Cioran]. Ho tradotto alcuni suoi sonetti [4] per una rivista di traduzione brasiliana, e anche alcuni sonetti del suo Sommario poetico dedicato a Cioran [5]. Héctor ha participato alla prima edizione dell’Encuentro Internacional Emil Cioran nel 2008, e per una coincidenza del destino, sarebbe morto sette anni dopo, il 18 ottobre 2014, mentre si teneva la settima edizione del convegno (io ero a Pereira, ma sfortunatamente non sono potuto andare al funerale del poeta, di cui ho scoperto l’opera quel giorno).

Nell’ambito della poesia, Liliana ha pubblicato La caricia inacabada (1985) ed Elusivas (1994). È autrice di un libro sul genere musicale della ballata: La balada. Una aproximación (1991). Su Cioran, ha pubblicato Cioran: lo voluptuoso, lo insoluble (2003), frutto del suo dottorato, e (in collaborazione con Alfredo Abad, anche lui professore di Filosofia nell’UTP) gli annali dei convegni internazionali su Cioran: Cioran, ensayos críticos (2008), Cioran en perspectivas (2009), Encuentro Internacional Emil Cioran 2008-2011 – Compilación (2012), En torno a Cioran. Nuevos ensayos y perspectivas (2014), Encuentro Internacional Emil Cioran. Ponencias 2014-2015-2016 (2017). [6]

Ha tradotto in spagnolo l’importante studio di Ciprian Vălcan su Cioran: La concurrence des influences françaises et allemandes dans l’œuvre de Cioran (2008). [7] Nel libro di Vălcan, Un aventurier nemişcat. 30 de interviuri (2016), di Vălcan, una delle interviste è con Liliana Herrera. Il libro è stato tradotto in spagnolo dallo storico e professore dell’UTP, Miguel Ángel Gómez Mendoza. [8]

Nel corso di dieci anni, l’Encuentro Internacional Emil Cioran ha riunito importanti intellettuali e studiosi di Cioran da diversi paesi: Joan M. Marín (Spagna), Mihaela-Genţiana Stănişor (Romania), Ciprian Vălcan (Romania), Razvan Enache (Romania), Aurélien Demars (Francia), Ger Grott (Olanda), tra gli altri. L’Encuentro Internacional Emil Cioran ha stimolato e arricchito gli studi su Cioran – in Colombia, in America Latina, in tutto il mondo. Il merito di Liliana è inestimabile. I semi sono stati piantati.

Infine, María Liliana Herrera, che ha mantenuto un fecondo scambio epistolare con Cioran, è un nome-chiave negli studi internazionale su Cioran e nel dialogo interculturale Colombia-Romania. Deve essere ricordata come un’eccezionale intellettuale (filosofa, poetessa, traduttrice), una donna singolare che ha contribuito in modo inestimabile alla tradizione degli studi su Cioran. Non sarà mai sufficientemente onorata. Che riposi in pace. Le mie più sentite condoglianze al vedovo, Carlos Ossa, un altro grande amico e sempre un esempio da seguire, un uomo speciale e, a mio avviso, il perfetto modello dell’essere umano: gentile, intelligente, vivace, sensibile e, oltretutto, un grande polistrumentista.

Rodrigo Inácio Ribeiro Sá Menezes
(n. 11, novembre 2019, anno IX)

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