Dialogo con Mirko Integlia su «Tormented by God: The Mystical Nihilism of Emil Cioran» (parte II)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 1, gennaio 2020, anno X In questa seconda parte dell’intervista di Rodrigo Inácio R. Sá Menezes con Mirko Integlia, autore del libro Tormented by God: The Mystical Nihilism of Cioran (Libreria Editrice Vaticano, 2019), la conversazione gira intorno a temi quali il pericolo-Cioran (in virtù della natura labirintica e «ipertestuale» della scrittura frammentaria…

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“Cioran e Guitton” (Gianfranco Ravasi)

Pubblicato col titolo: Cioran e Guitton nel cortile del dialogo, su IlSole24ORE, n. 157 (09/06/2019). Apud Pontificio Consiglio della Cultura. È ormai da un decennio che è in azione il “Cortile dei Gentili” allestito dal Pontificio Consiglio della Cultura (un dicastero vaticano che, quando fu fondato da Paolo VI, era denominato «per i non credenti»), dedicato al…

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In dialogo con Mirko Integlia su «Tormented by God: The Mystical Nihilism of Emil Cioran»

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI, n. 12, dicembre 2019, anno IX È stato pubblicato da poco un nuovo libro su Cioran, uno importantissimo, a giudicare dal tema e dall’approccio: Tormented by God: The Mystical Nihilism of Emil Cioran (Libreria Editrice Vaticana, 2019), scritto dal filosofo e teologo Mirko Integlia. Un’approfondita analisi storico-ermeneutica di questo che l’esegeta concepisce come…

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ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI, n. 12, dicembre 2019, anno IX Il 27 novembre 2019 si è svolta all’Università Federale di ABC [1] (UFABC) la «Jornada Acadêmica – 70 anos do Précis de Décomposition» (Breviário de Decomposição), un miniconvegno organizzato per dibattere l’attualità e l’importanza del Sommario di Decomposizione in occasione dell’anniversario dei 70 anni dalla pubblicazione in Francia […]

via Breviário de Decomposição 7.0

“Benjamin Fondane. Tra Gerusalemme e Atene” (Francesco Testa)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 11, novembre 2019, anno IX Il libro Tra Gerusalemme e Atene – recentemente pubblicato dalla casa editrice Giuntina – offre per la prima volta al pubblico italiano una prospettiva d’insieme sul rapporto di Benjamin Fondane con l’ebraismo. Il volume – curato da Francesco Testa e Luca Orlandini – raccoglie gli articoli che il…

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“Tormentato da Dio. Il nichilismo mistico di Emil Cioran”, nuovo libro di Mirko Integlia (Antonio Di Gennaro)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 11, novembre 2019, anno IX Il lavoro di Mirko Integlia costituisce un punto di vista importante, un tassello fondamentale, un anello essenziale per l’analisi e la ricostruzione dell’opera di Emil Cioran, nell’ambito della storia della filosofia continentale contemporanea. È la prospettiva di un uomo di fede, di un sacerdote, di un…

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In memoriam Maria Liliana Herrera, filosofa e studiosa pioniera di Cioran (Rodrigo Inácio R. Sá Menezes)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 11, novembre 2019, anno IX L’Accademia e l’intellettualità colombiane, così come la comunità cioraniana internazionale, hanno recentemente perso una figura molto importante: la poetessa, traduttrice, filosofa e studiosa pioniera di Cioran, María Liliana Herrera (1960-2019), scomparsa il 20 settembre 2019, a Pereira, Colombia. Professoressa di Filosofia all’Universidad Tecnológica de Pereira (UTP) e…

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“Dialogo della moda e della morte (Giacomo Leopardi)

Moda. Madama Morte, madama Morte. Morte. Aspetta che sia l’ora, e verrò senza che tu mi chiami. Moda. Madama Morte. Morte. Vattene col diavolo. Verrò quando tu non vorrai. Moda. Come se io non fossi immortale. Morte. Immortale? Passato è già più che ‘lmillesim’anno che sono finiti i tempi degl’immortali. Moda. Anche Madama petrarcheggia come…

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“Dio: un interlocutore indispensabile. Il concetto di Dio nel pensiero di Emil Cioran” (IonuÅ£ Marius Chelariu)

PONTIFICIUM ATHENAEUM S. ANSELMI DE URBE. FACULTAS PHILOSOPHIAE. Thesis ad Lauream n. 55. Excerptum ex Dissertatione ad Doctoratum Philosophiae assequendum in Pontificio Atheneo S. Anselmi, Romae, 2017. PREFAZIONE  Si capirà mai il dramma di un uomo che innessun momento della vita è riuscito a dimenticare il paradiso? (E.M.Cioran, Quaderni) Il 6 giugno 2017, presso la sede del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo in Roma, alla presenza della…

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Intervista con Vincenzo Fiore: su filosofia auto-sperimentale, anti-fanatismo e «l’infernale sincerità» di Cioran

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 9, settembre 2019, anno I «In un’epoca dove il fanatismo sembra essere tornato alla ribalta a livello mondiale, il pensatore romeno è un antidoto che ci rende immuni». (Vincenzo Fiore) A partire da questa premessa, pubblichiamo un’intervista con Vincenzo Fiore che affronta la filosofia auto-sperimentale, l’anti-fanatismo e «l’infernale sincerità» di Cioran. Vincenzo…

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“Il sentimento della morte nella poesia di Eminescu” (Armando Santarelli)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, n. 7-8 luglio-agosto 2019, anno IX Penso che non ci sia opera poetica più indagata, nella letteratura romena, di quella di Mihai Eminescu (1850-1889). Il perché è ovvio: Eminescu è assurto alla dignità di poeta nazionale, è il letterato romeno più conosciuto e amato. Inoltre, la sua produzione abbraccia più generi, e…

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Nicola Vacca – Lettere a Cioran (Alessandro Seravalle)

L’Ottavo, 20 settembre 2018 Attenzione! Siamo qui al cospetto di un poeta vero. Presenti molte tematiche care al filosofo rumeno ma il libro in questione non punta sull’erudizione, sebbene presente, e men che meno sull’analisi dell’opera dell’autore di Squartamento (non è forse vero che «ogni analisi uccide» come afferma lo stesso Cioran?). Ciò che viene tentato, per altro…

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“Il vuoto come assenza di possibilità: l’antisistema di Cioran” (Serenella Di Michele)

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI – Rivista Interculturale bilingue, n. 6, giugno 2016, anno VI. La scrittura fulminea di Cioran colpisce il lettore senza pietà. Se quest’ultimo non ha alcuna intenzione di assistere alla demolizione delle credenze cui è aggrappato, risponde senz’altro con il rifiuto e la derisione, ma se ha una predisposizione alla caduta – ovvero una tendenza…

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“Platonici o caporali” (Vincenzo Nuzzo)

Succede Oggi, maggio 2017 La realtà precipita, la possibilità di capirla si assottiglia continuamente: non possiamo non dirci pessimisti. Ma l’etic|a fa la differenza tra un atteggiamento gnostico o platonico La filosofia non è affatto uno scherzo, come invece si usava dire ai tempi del liceo («La filosofia è quella cosa con la quale o…

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Dois novos livros sobre Cioran pela editora Mimesis (Ita)

A Mimesis Edizioni da Itália acaba de lançar 2 novas publicações sobre Cioran: Dio e il Nulla. La religiosità atea di Emil Cioran, a cura di A. Di Gennaro e P. Giustiniani (2019). Coletânea dos trabalhos apresentados no simpósio homônimo realizado em Nápoles, nos dias 15 e 16 de novembro de 2017, promovido pela seção…

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«La voluttà del disastro: Note sciolte per Cioran». Intervista con Ricardo Gil Soeiro

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI – Rivista Interculturale Bilingue, anno IX, febbraio 2019 «L’ESISTENZA, per Cioran, oscilla sempre in questa delicata tensione tra, da un lato, l’assumersi come tragedia incommensurabile e, dall’altro, l’essere messa in prospettiva come una lieve noia, come un tedio che deve essere sopportato…  Ad ogni modo, si tratta sempre (come nel caso di…

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«Visse tutta una lunga vita a fare professione di pessimismo»: Michelstaedter vs Schopenhauer (Roberta Visone)

PREFAZIONE Tra le fonti del pensatore goriziano Carlo Michelstaedter, morto suicida a ventitré anni nel 1910 dopo aver ultimato la stesura della sua tesi di laurea sui «concetti di persuasione e di rettorica in Platone e Aristotele», un ruolo di rilievo va riconosciuto ad Arthur Schopenhauer. Non solo La persuasione e la rettorica, data alle…

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«Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia», di Vincenzo Fiore (Alessandro Seravalle)

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI, settembre 2018, anno VIII La casa editrice Nulla Die ha da poco dato alle stampe questo pregevole saggio del giovane studioso irpino Vincenzo Fiore, dal titolo Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia, che rivela, fin dalle prime righe, l’estrema accuratezza che lo stesso pone nell’affrontare alcuni dei temi-chiave…

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“Cioran e la genealogia del demiurgo. Note al «Cahier de Talamanca»” (Umberto Cardinale)

ORIZZONTI CULTURALI ITALO-ROMENI, n. 1, gennaio 2015, anno V Nel Cahier de Talamanca (Mercure de France, Paris, 2000, ediz. it. Taccuino di Talamanca, Adelphi, Milano, 2011), si legge che, nell’estate del 1966, Cioran progetta un saggio sulla redenzione: «Non mi è ben chiaro quale piega debba prendere il mio saggio sulla redenzione. (Bisogna che legga Mainländer, rilegga E. von Hartmann…

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ZONADIDISAGIO – Il Blog di Nicola Vacca

 E.  M. Cioran, Taccuino di Talamanca, a cura di Verena Der Heyden – Rynsch, traduzione di Cristina Fantechi, Adelphi edizioni, pagine 44, 6 euro)

«Stanotte, completamente sveglio verso le 3.Impossibile rimanere ancora a letto. Sono andato a passeggiare in riva al mare, sotto l’impulso dei pensieri più cupi. E se andassi a buttarmi giù dalla falesia?Sono venuto fin qui per il sole, e non sopporto il sole. Tutti sono abbronzati, io devo restare bianco, pallido. Mentre facevo ogni sorta di amare riflessioni, guardavo quei pini, quelle rocce,quelle onde visitate dalla luna, e improvvisamente ho sentito fino a che punto sono inchiodato a questo bell’universo maledetto».

Quando Cioran scrive queste parole, si trova a Ibiza, per l’esattezza nel villaggio di Talamanca. È l’estate del 1966. Per lo scrittore rumeno  è un periodo cupo e malinconico. L’abisso lo attrae più del solito in un baratro di riflessioni e pensieri.

Durante quel soggiorno Cioran scrive il Taccuino di Talamanca, un quaderno di pagine roventi, tra le più intense e radicali della sua produzione. pubblicato da Adelphi nel 2011.

In quelle pagine l’autore di Sommario di decomposizione annota nell’ordine del suo consueto disordine frammentario la sua personale visione del mondo che nonostante il cafard (il modo tutto cioraniano di esprimere la noia e l’angoscia) comprende  colte disquisizioni sullo spirito, le idee, le contemplazioni mistiche, le profondità dell’anima.

Tra le varie riflessioni che Cioran annoterà sul suo taccuino nelle notti insonni spagnole, il lettore  inaspettatamente né troverà alcune sulla redenzione, che lo scrittore vuole raggiungere attraverso la conoscenza e il superamento della conoscenza.  L’indagine speculativa del rapporto  tra redenzione e conoscenza è il tema principale, e per certi versi del tutto inedito,  del girovagare  meditativo di Cioran nella bellezza delle notti di Ibiza.

Egli porta sempre con sé il personale cielo di melanconia e lo ritrova anche nella contemplazione del bellissimo paesaggio dell’isola che ospita le sue inquietudini:  «Nei paesaggi che amiamo le nostre infermità assumono un colore diverso. Qui l’insonnia non è un male, ma soltanto una certa impossibilità»… [+]

“Cioran, il mistico che non credeva in nulla. Un convegno a Napoli” (Alessandro Seravalle)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni, gennaio 2018, anno VIII Il 15 e 16 novembre 2017 alcuni tra i più importanti studiosi del pensiero di Emil Cioran si sono dati appuntamento presso la splendida Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sezione San Tommaso d’Aquino) per discutere da differenti angolazioni, sotto la direzione scientifica di Antonio Di…

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Tesi di dottorato: “Elementi gnostici nel pensiero di Guido Ceronetti” (Alessandro Lattuada)

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA Dottorato di ricerca in Scienze Umanistiche e dei beni culturali – XXVIII ciclo Anno accademico: 2014/2015 Coordinatore: Chiar.Mo Prof. Paolo Militello Tutor: Chiar.Mo Prof. Giuseppe Raciti Indice Introduzione PRIMA PARTE: Il sostrato gnostico 1. Gnosi e gnosticismo moderno 1.1 Il principio gnostico 1.2 Lineamenti generali della “filosofia gnostica” 1.3 Tempo…

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ZONADIDISAGIO – Il blog di Nicola Vacca, 6 giugno 2018

In una delle sue ultime interviste, quella concessa a Michael Jakob, Emil Cioran dice:

«In ogni nostro atto c’è un retroscena, e proprio questo è psicologicamente interessante, noi non conosciamo che la superficie, il lato superficiale. Si accede a ciò che è detto, ma l’importante è ciò che non è detto, ciò che è implicito, il segreto di un atteggiamento o di una frase. Per questo tutti i nostri giudizi sugli altri, ma anche quelli su noi stessi, sono parzialmente sbagliati. Il lato meschino è camuffato, ma il lato meschino è profondo, e direi quasi che è quanto di più profondo ci sia negli esseri umani, e di più inaccessibile per noi. È la ragione per cui i romanzi sono un modo di camuffare, di esporsi senza dichiararsi. I grandi scrittori sono proprio quelli che colgono il «retroscena», soprattutto Dostoevskij. Lui rivela tutto ciò che è profondo e apparentemente meschino; ma è più che meschino: è tragico; questi sono i veri psicologi».

Qui è evidente l’influenza delle Memorie del sottosuolo di Dostoevskij, ma in generale della cultura psicoanalitica. Questo è un concetto chiave in Freud (secondo il quale la coscienza costituisce solo la “punta dell’iceberg” dei nostri atti, che sempre trovano la loro autentica radice in un profondo sconosciuto), ed è il filo conduttore ad esempio di tutti i racconti dello scrittore austriaco Stefan Zweig.

Il retroscena, ciò che non è sulla scena, ciò che è dietro la scena, ciò che non è inquadrato da alcun faro, ma che fonda e giustifica l’intero percorso, poiché ne è il motivo principale, il movente sotteso, sconosciuto e incomprensibile: il sottofondo, il sotterraneo, il sottosuolo appunto.

Se prendiamo le opere di Cioran (sia quelle del periodo rumeno che quelle francesi), sulla scena, quindi sul palcoscenico si muovono sempre gli stessi “demoni interiori”: la solitudine, il cafard, la noia, la disperazione. Cioran è un “Maestro” perché è capace di descrivere tutte le sfumature di ogni stato emotivo, attraverso le pennellate della propria scrittura.

Ma non si limita a questo. In Cioran è decisivo il tema del corpo, della corporeità. La filosofia di Cioran è impensabile senza la fisiologia. Non è una filosofia astratta che parla di un Io impersonale, dell’esistenza come categoria generale. Qui chi parla è un io in carne ed ossa, che sente, che si sente, che soffre, che patisce, che ricorda, che piange, che rimpiange. È un Io che ama, che vibra, che si emoziona, che si appassiona, che si commuove, che desidera, che vuole. La filosofia di Cioran è quindi una filosofia della carne, del cuore, dei nervi, del respiro, degli occhi, dello sguardo e del silenzio. Non è una filosofia della mente astratta, ma una filosofia del cuore pulsante, che palpita, una filosofia dei sentimenti, delle emozioni che accadono dentro di noi e che ci avvincono.

Quella di Cioran è dunque un’anima straziata, un’anima lacerata, graffiata, squarciata come le tele di Lucio Fontana. Un’anima in pena, che ama profondamente la vita, ma che ha conosciuto ben presto “il sentimento tragico della vita”.

Leggiamo l’ultimo frammento di Lacrime e santi, opera del 1937: «Il paradiso geme al fondo della coscienza, mentre la memoria piange. Ed è così che si pensa al senso metafisico delle lacrime e alla vita come al dipanarsi di un rimpianto».

Cioran scrive quest’aforisma a 26 anni. Piange e rimpiange. I suoi occhi sono bagnati di lacrime, e queste lacrime si convertono in prosa filosofica. È una scrittura imbevuta, inzuppata di lacrime. Sono lacrime che scorrono sul viso o trattenute negli occhi… ma è una costante nella vita di Cioran, se solo sfogliamo i Quaderni:

«Ventitré anni fa (nel 1937) ho scritto un intero libro sulle lacrime. E da allora, senza versarne una sola, non ho mai smesso di piangere».

«Dire che rimpiango tutto è poco; io sono un rimpianto ambulante, la nostalgia mi divora il sangue e divora se stessa. Non vi è rimedio in terra per il male di cui soffro…».

«Non ho mai scritto con il mio sangue, ho scritto con tutte le lacrime che non ho mai versato. Fossi anche un logico, resterei un elegiaco. Vivo ogni giorno l’esclusione dal Paradiso con la stessa passione e lo stesso rimpianto del primo esiliato».

Ora, perché Cioran piange e rimpiange? Cosa lo affligge? Di cosa è psicologicamente affetto?

Sul palcoscenico delle sue opere, come abbiamo detto sfilano le figure della solitudine, il cafard, la noia, la disperazione. Questo è il lato fenomenico, l’esteriorità. Ciò che appare sulla scena. Ciò che Cioran mette in scena, ciò che inscena come terapia di salvezza per sedare l’angoscia.

Sono questi gli attori principali, i protagonisti, le maschere che ci presenta. Ma cosa accade dietro le quinte? Nel retroscena? Qual è la “causa radice” che spinge Cioran a parlare del proprio dolore, della propria disperazione, della propria inquietudine e della propria in-sofferenza?

Per rispondere a questa domanda, cerco di avvalermi “metaforicamente” di una teoria matematica e fisica chiamata “butterfly effect”, che in questi ultimi anni ha avuto una certa risonanza anche in ambito cinematografico. Secondo questa teoria: “Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”. In altre parole, un evento apparentemente insignificante, può scatenare una reazione assolutamente imprevista, imprevedibile e sconvolgente.

E allora, qual è l’evento apparentemente insignificante che ha innescato una reazione a catena rovinosa nella psiche di Cioran? È difficile rinvenire nelle sue opere tracce biografiche oggettive in grado di sciogliere in via definitiva la questione. Quello che possiamo fare è seguire degli indizi

Ascoltiamo cosa dice Cioran, in un episodio che racconta con piccole variazioni 3 volte, nei Quaderni, nel Taccuino di Talamanca e in una lettera a Jaques Le Rider:

«Tutto ciò che in me è vero proviene dalle timidezze della mia gioventù. A loro devo quello che sono, nel senso migliore della parola. Senza di esse non sarei letteralmente nulla, e non conoscerei tregua nella vergogna di me stesso. Che cosa non ho sofferto, da giovane, per causa loro. E ora sono queste sofferenze che mi riscattano ai miei occhi.

(L’altro giorno mi sono ricordato di un momento capitale e particolarmente doloroso della mia adolescenza; amavo segretamente una ragazzina di Sibiu, Cela Schian, che doveva avere quindici anni; io ne avevo sedici. Per niente al mondo avrei osato rivolgerle la parola; la mia famiglia conosceva la sua; avrei potuto avere delle occasioni per avvicinarla. Ma questo andava al di là delle mie forze. Per due anni ho vissuto in preda a tormenti infernali. Un giorno, nei dintorni di Sibiu, nel folto di una foresta dove mi trovavo con mio fratello, scorgo quella ragazza in compagnia di un compagno di scuola, il più antipatico di tutti. Fu per me un colpo a stento tollerabile. Ancora adesso mi fa male. Da quel momento decisi che bisognava farla finita, che non era degno di me incassare il “tradimento”. Cominciai a staccarmi dalla ragazza, a disprezzarla e infine a odiarla. Mi ricordo che nel momento in cui la giovane “coppia” passava stavo leggendo Shakespeare. Darei chissà che cosa per sapere quale opera. Non riesco a ricordarlo. Ma quell’istante ha deciso della mia “carriera”, di tutto il mio futuro. Ne derivarono anni di completa solitudine. E io divenni quello che dovevo divenire)»… [+]

“Ceronetti e Cioran. Amichevoli messaggeri dell’inesorabile” (Alessandro Seravalle)

Orizzonti Culturali Italo-Romeni – Rivista Interculturale Bilingue, ottobre 2018, anno VIII Una confessione, per cominciare. Redigere un articolo in modo oggettivo intorno a questi due giganti del pensiero non allineato può risultare difficoltoso per chi, come lo scrivente, veda in entrambi due fari nel mare in tempesta, due salde boe cui aggrapparsi, un approdo sicuro.…

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“Morto Guido Ceronetti, lo scrittore prestato al teatro” (Anna Bandettini)

Repubblica, 13 settembre 2018 Si è spento a Cetona a 91 anni. Una lunga attività e una passione per le scene nata con le marionette Se ne è andato stamane Guido Ceronetti, pensatore, saggista , scrittore, traduttore e studioso di liberi sacri. E’ morto nella casa di Cetona dove da giorni non stava bene, non rispondeva…

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“Emil Cioran. Itinerari di una vita” (a cura di Antonio Di Gennaro)

FINO ALLA LA CADUTA di Nicolae Ceaușescu (1989), la figura di Emil Cioran è fortemente osteggiata nella Repubblica Socialista di Romania e le sue opere messe al bando dal circuito editoriale di Stato. L’autore transilvano, infatti, affermatosi a Parigi quale “uno dei migliori scrittori di lingua francese”, è considerato un traditore della patria e un…

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“Attualità e inattualità di Cioran in un convegno a Napoli” (Corrado Ocone)

HUFFPOST Italia, 15/11/2017 Strana figura di pensatore Emil Cioran. Ha attraversato tutto il secolo, il ventesimo, ma, tranne qualche (forse velleitario) afflato giovanile, si è tenuto ben lontano dalle passioni forti che l’hanno attraversato e dominato. Eppure viveva a Parigi, ove si era trasferito dopo una giovinezza romena, in un ambiente intriso di éngagement e voglia di emancipare…

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“Cioran e Canetti, il pensiero come frammento” (Gaetano Cellura)

Lunario Nuovo, Rassegna di Letteratura diretta da Mario Grasso. Approssimazioni critiche, dicembre, no. 70/53 nuova serie, sala Giuliano Gramigna, 2015 Due grandi pensatori morti a poca distanza di tempo: Emil Cioran nel 1995 e Elias Canetti nel 1994. Vent’anni dunque sono passati. E nessuno ha pensato, né l’anno scorso né quest’anno, di ricordarli come meritano.…

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“Cioran lettore di Hume: scetticismi a confronto” (Eleonora Zeper)

Nuovo Giornale di Filosofia della Religione Introduzione  “L’uomo che sospendesse il giudizio su tutte le cose deve ancora nascere” è detto in un testo di Hume. Vorrei essere quest’uomo, questo caso impossibile, questo non nato1. Così scrive Emil Cioran (1911-1995), pensatore rumeno emigrato a Parigi nel 1937 e morto ormai quasi vent’anni fa, professando il desiderio…

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Cioran: lettera a Fernando Savater

E.M. Cioran, Lettera a Fernando Savater, in “Esercizi di ammirazione”, Adelphi, 1988. Parigi, 10 dicembre 1976 Caro amico, in novembre, passando per Parigi, Lei mi aveva chiesto di collaborare a un volume in onore di Borges. La mia prima reazione è stata negativa; la seconda… anche. A che pro celebrarlo quando lo fanno perfino le università?…

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“Una polifonia per Emil Cioran” (Alessandro Seravalle)

QUADERNI D’ALTRI TEMPI — Rivista di Studi Culturali, 20 luglio 2017 CIORAN E L’OCCIDENTE — UTOPIA, ESILIO, CADUTA (a cura di) Fabrizio Meroi, Mattia Luigi Pozzi e Paolo Vanini  Mimesis, Milano-Udine, 2017 pp. 260, € 24.00 Il volume Cioran e l’occidente edito da Mimesis, già protagonista di alcune preziose sortite nei meandri dell’opera più recondita di Emil Cioran,…

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